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Chiesa on fire, la Juventus batte il Milan a San Siro

I campioni d'Italia passano 3-1 in casa della capolista - finora imbattuta - e riducono a 7 punti il distacco dalla vetta, con una gara da recuperare: l'ex Fiorentina fa doppietta, segna anche McKennie. Vincono Atalanta e Lazio.

La gioia di Federico Chiesa, che ha segnato una doppietta nel 3-1 con cui la Juventus ha battuto il Milan a San Siro
La gioia di Federico Chiesa, che ha segnato una doppietta nel 3-1 con cui la Juventus ha battuto il Milan a San Siro Getty Images

Milan-Juventus 1-3 (Calabria 41’; Chiesa 18’, 62’, McKennie 76’)
La Juventus dà il primo dispiacere al Milan e riduce a sette punti il distacco dalla vetta, con una partita ancora da recuperare. A San Siro, nel posticipo della 16esima giornata, i campioni d’Italia battono 3-1 i Rossoneri - fino a questa sera imbattuti - trascinati dalla doppietta di un devastante Federico Chiesa. La squadra di Stefano Pioli, che aveva trovato il momentaneo pareggio con Davide Calabria, resta comunque prima, i Bianconeri di Andrea Pirlo salgono al quarto posto.

La Signora parte con il piglio giusto e crea subito una chance con Paulo Dybala, schierato in attacco insieme con Cristiano Ronaldo, mentre Chiesa centra un clamoroso palo con un gran destro dalla distanza. La formazione di Pioli risponde con Samu Castillejo, che trova la risposta di Wojciech Szczęsny che si rifugia in corner.

Al 18’ la Juventus sblocca il risultato. Chiesa serve Dybala e attacca lo spazio, la Joya gli restituisce il pallone con una splendida intuizione di tacco e l’ex Fiorentina batte il compagno di nazionale Gianluigi Donnarumma con un preciso diagonale. Il Milan prova a reagire con Rafael Leão, che prima manda fuori di un soffio e poi impegna Szczęsny.

Prima dell’intervallo, i campioni d’Italia pareggiano. Hakan Çalhanoğlu ferma - correttamente, secondo l’arbitro - l’ottimo Adrien Rabiot, Leão scarica per Calabria che con un piatto destro al millimetro trova l’incrocio e fa 1-1. Nella ripresa però, dopo un salvataggio del portiere Bianconero su Diogo Dalot, la Juventus torna avanti.

L’asse è sempre lo stesso, Dybala-Chiesa: l’azzurro si accentra e lascia partire un sinistro che non dà scampo ancora una volta a Donnarumma. Per il figlio d’arte è il quinto gol in questo campionato [uno lo aveva segnato sempre a San Siro con la Fiorentina].

Entra anche McKennie, che prima esalta i riflessi di Donnarumma, poi trova il gol del definitivo 3-1 dopo una grande giocata di Dejan Kulusevski. Il Milan - senza tra gli altri Zlatan Ibrahimović, Ante Rebić, Alexis Saelemaekers, Rade Krunić e Sandro Tonali - perde dopo 27 partite di imbattibilità [ultimo ko l’8 marzo 2020, 1-2 con il Genoa], ma resta primo. La Juventus di Pirlo, che non poteva contare su Álvaro Morata, Alex Sandro e Juan Cuadrado, è quarta a sette punti dalla vetta, con la gara contro il Napoli da recuperare.

Atalanta
-Parma 3-0 (Muriel 15’, Zapata 49’, Gosens 61’)
L’Atalanta conquista la seconda vittoria di fila - la terza nelle ultime quattro partite - e consolida il settimo posto in classifica. Al Gewiss Stadium la Dea non dà scampo al Parma di Fabio Liverani: finisce 3-0 per la squadra di Gian Piero Gasperini, a segno con Luis Muriel, Duván Zapata e Robin Gosens.

I padroni di casa sbloccano il risultato dopo un quarto d’ora. Josip Iličić con un gran lancio pesca Muriel, l’attaccante controlla alla perfezione e con un diagonale di sinistro non dà scampo a Luigi Sepe. Per il colombiano è il gol numero 9 in campionato, il quarto consecutivo.

Il primo tempo si chiude con l’Atalanta avanti di misura, ma nella ripresa arriva subito il raddoppio. Zapata, in campo al posto di Muriel, raccoglie il servizio in verticale di Gosens e beffa il portiere avversario con un tiro in diagonale: per il bomber colombiano è il sesto centro in questa Serie A.

Al 61’ arriva il tris che chiude la partita. Il merito è di Gosens, servito da Zapata con un leggero tocco del brasiliano Hernani a sistemargli il pallone. Il danese Joakim Mæhle, da pochi minuti in campo, sfiora subito il gol all’esordio, ma la squadra di Gasperini vince comunque con merito e continua la scalata alla classifica.


Lazio-Fiorentina 2-1 (Caicedo 6', Immobile 75'; Vlahović 88' su rig.)
Dopo due partite senza vittoria, la Lazio ritrova il successo in campionato. Allo Stadio Olimpico, la squadra di Simone Inzaghi supera 2-1 la Fiorentina, grazie ai gol - uno per tempo - di Felipe Caicedo e del bomber Ciro Immobile; ai Viola di Cesare Prandelli, non basta un rigore allo scadere di Dušan Vlahović per evitare il ko.

La squadra di Inzaghi sblocca il risultato dopo appena sei minuti. Sul cross di Francesco Acerbi, Manuel Lazzari fa la sponda per Caicedo che di sinistro calcia sul primo palo e segna: per l’attaccante dell’Ecuador, ex Manchester City, è il quinto gol in campionato.

I padroni di casa potrebbero raddoppiare con Lazzari, ma l’ex giocatore della SPAL calcia addosso al capitano avversario Germán Pezzella. Dalla parte opposta, Thomas Strakosha controlla senza problemi il tentativo di tacco volante di Gaetano Castrovilli sul cross di Franck Ribéry.

Immobile batte Bartłomiej Drągowski in transizione e realizza il raddoppio, ma il gol è annullato al VAR per il fuorigioco dell’attaccante della nazionale. Nella ripresa, però, il bomber Biancoceleste non sbaglia sul secondo palo sugli sviluppi di un calcio d’angolo e firma il sospirato raddoppio.

Sergej Milinković-Savić salva su Castrovilli sulla linea, poi a due minuti la squadra di Cesare Prandelli torna in partita grazie a un rigore provocato dalla trattenuta di Wesley Hoedt su Vlahović: dal dischetto fa centro lo stesso attaccante serbo, che firma il gol numero 5 in Serie A. E’ troppo tardi però per recuperare, la Lazio di Inzaghi torna a far festa.